La tua strategia di posizionamento

Marina Fanari

Progettare per chi vive lo spazio, non solo per chi lo attraversa.

Da dove parti

Tu progetti e insegni un tipo di accessibilità che quasi nessuno progetta. Non quella delle rampe e degli ascensori, che conoscono tutti, ma quella comunicativa e sensoriale: come ci si orienta in uno spazio, come si capisce un'informazione, come si partecipa a un evento anche quando non si sente.

Hai una carta che nessun altro ha: arrivi all'accessibilità dalla prospettiva delle persone Sorde, il caso più difficile e meno considerato. Questo non ti chiude nel recinto dei «servizi per sordi»: è la prova che capisci l'accessibilità più a fondo di chi si ferma alle barriere fisiche. Parti dal problema più complesso per dimostrare competenza su tutto il resto.

C'è un vincolo, e questo documento lo prende sul serio: non ti devi vendere. Non sei a tuo agio a farlo, e non ce n'è bisogno. La strategia qui sotto è costruita perché siano il tuo lavoro, i tuoi contenuti e i tuoi corsi a parlare per te. A te resta una cosa sola: spiegare cosa fai a chi ti cerca.

Come racconti cosa fai

Una frase che apre ogni conversazione, ogni pagina, ogni presentazione, e che puoi ripetere a voce senza sforzo.

Aiuti chi progetta spazi ed eventi a renderli accessibili dove gli altri non guardano (nella comunicazione e nei sensi, non solo nelle rampe), così che chiunque, anche chi non sente, possa orientarsi, capire e partecipare.

La tua tagline, da usare ovunque:

Progettare per chi vive lo spazio,
non solo per chi lo attraversa.

E una frase secca per smontare il luogo comune e ridefinire il problema a tuo favore: «L'accessibilità non è solo motoria. È anche comunicativa. E quasi nessuno la progetta.»

Se ti serve un'alternativa alla tagline:

Cosa vendi: tre pacchetti

Tre offerte concrete. La prima ti apre le porte e ti costruisce le referenze; la seconda è il lavoro che ti paga davvero; la terza cresce più avanti. Sotto ognuna trovi come si fa, passo per passo e l'impegno reale (tempo, competenze, soldi). Apri i blocchi per i dettagli.

1 · Lezione / seminario accreditato motore, non reddito

Cos'è: un seminario di 4 ore (o mezza giornata), in aula o webinar, accreditato per i crediti formativi (CFP). Slide, casi reali, domande. Titolo possibile: «L'accessibilità oltre la rampa».

A chi: Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, festival, conferenze, università.

Perché ti conviene: è il canale dove non devi vendere nulla: è l'Ordine che ti invita. Ti mette davanti a decine di professionisti, ti dà autorità e fa nascere le referenze e i clienti per i pacchetti 2 e 3.

Come si fa, business plan e impegno

Come si fa, passo per passo

  1. Scrivi o telefona alla Commissione Formazione dell'Ordine degli Architetti di Cagliari (dove ti conoscono già): proponiti come referente scientifico di un seminario sull'accessibilità comunicativa. Non c'è una gara: è una proposta diretta.
  2. Prepara la proposta: titolo, abstract, programma orario, obiettivi, il tuo CV in una pagina.
  3. Compila i moduli dell'Ordine (di solito un Modulo A per la richiesta e un Modulo B descrittivo) e allega programma e CV. Te li fornisce l'Ordine.
  4. L'Ordine accredita l'evento sulla piattaforma nazionale (almeno 45 giorni prima) e assegna i CFP. Tu non tocchi nessuna piattaforma.
  5. Tieni il corso e dai un breve test finale: i crediti si caricano da soli ai partecipanti.

La modulistica cambia un po' da Ordine a Ordine: la prima telefonata alla Commissione Formazione ti chiarisce moduli e tempi esatti. Per gli Ingegneri il percorso è lo stesso (Ordine territoriale o Fondazione CNI).

Mini business plan: quanto rende davvero

Qui serve essere onesti: questo pacchetto non è il tuo reddito. È il tuo motore di posizionamento. I numeri reali di mercato:

ModelloRicavo direttoCosa vale davvero
A · Sei relatrice per l'Ordine
(parti da qui)
Spesso €0–500 a evento. Molti corsi CFP sono gratuiti per gli iscritti: a volte l'Ordine ti dà solo CFP e visibilità, a volte un gettone. 30–80 professionisti paganti seduti davanti a te, e da lì nascono referenze e committenti per i pacchetti 2 e 3. Qui sta il ritorno.
B · Vendi tu i posti
(più avanti)
€20–50 a persona per un corso breve; €100–400 per un percorso strutturato. Es. 30 iscritti × €40 ≈ €1.200 lordi, meno i costi di piattaforma. Reddito diretto, ma serve accreditarsi come provider (pesante) o appoggiarsi a uno. Solo quando hai già un nome.

In pratica: all'inizio scegli A senza pensare al compenso. Il guadagno di questo pacchetto è la fila di contatti qualificati che ti porta, non la parcella del relatore.

Tempo~20–40h per costruire il primo corso (slide, dispense, test); la burocrazia sono 2 moduli, ~2–3h. Vai presentata 45 giorni prima. Poi lo riusi a costo ~0.
SkillDidattica e public speaking: se non sei a tuo agio, è la cosa da allenare per prima.
Soldi~0 da investire nel modello A. Solo eventuale trasferta.

2 · Audit & piano di accessibilità €800–5.000+

Cos'è: vai sul posto, analizzi, consegni una relazione con le priorità d'intervento (ed eventualmente un piano tipo PEBA). Se vogliono, li affianchi anche nell'attuazione.

A chi, in ordine di domanda reale:

  1. PA e luoghi della cultura: qui c'è insieme obbligo di legge e budget. È il tuo committente vero.
  2. Festival ed eventi: interessati, ma vanno convinti.
  3. Aziende: locali aperti al pubblico e comunicazione; variante legata all'European Accessibility Act.

Perché funziona: chi ha insieme l'obbligo e i soldi è la pubblica amministrazione. I PEBA (piani di eliminazione delle barriere) sono obbligatori, il PNRR ha stanziato circa 300 milioni per l'accessibilità dei luoghi della cultura, e molti bandi richiedono già il piano. Su eventi e aziende, invece, la domanda è ancora da creare.

Come si fa, pro, contro e impegno

Come si fa, passo per passo

  1. Punta prima alla PA e ai luoghi della cultura: Comune di Cagliari (Cultura/Urbanistica), musei, teatri, fondazioni. È lì che ci sono obbligo e fondi.
  2. Intercetta l'occasione giusta: un bando aperto, un finanziamento PNRR, un PEBA da redigere o aggiornare. Quando esiste già la voce di spesa, non devi creare il bisogno.
  3. Proponi una consegna chiara e a prezzo definito: sopralluogo e relazione con le priorità. Niente di vago: una cosa che possono mettere a bilancio.
  4. Per lavorare con la PA mettiti in regola con gli strumenti che useranno (es. iscrizione al mercato elettronico / MEPA) e blinda lo scope a monte, per non sforare le ore.
  5. Esegui: sopralluogo, analisi, relazione. Offri come passo successivo l'affiancamento nell'attuazione: è il secondo contratto.

Festival ed eventi dove sei già conosciuta (a partire dal FAC) sono un buon secondo bersaglio: l'audit di un'edizione spesso è richiesto dai bandi che li finanziano.

A favore

  • Una domanda reale e finanziata esiste, ma è quella della PA e della cultura: obbligo PEBA, fondi PNRR, bandi.
  • Un risultato concreto e difendibile: sopralluogo e relazione.
  • Il tuo campo (comunicazione e sordità) è scoperto: la norma è ancora quasi solo motoria. È un vantaggio.

Da mettere in conto

  • Su eventi e aziende la domanda non c'è ancora: vanno convinti. Vengono dopo la PA, non prima.
  • Vendere alla PA è lento: bandi, MEPA, tempi di pagamento lunghi.
  • Devi consolidare il quadro normativo barriere (L. 13/1989, DM 236/89, DPR 503/96, PEBA): la parte tecnica ce l'hai, il resto va sistemato.
  • Responsabilità professionale: firma tecnica e assicurazione RC.
TempoLa prima relazione tipo 15–25h; poi più rapido con il modello pronto. Ogni audit è sopralluogo più stesura.
SkillRedazione tecnico-normativa, quadro PEBA, rapporto con gli uffici tecnici (il RUP).
Soldi~0 d'investimento; metti in conto l'assicurazione RC professionale.

3 · Workshop / percorso per team €1.500–6.000

Cos'è: mezza giornata o un percorso in più sessioni con il team interno di un'organizzazione (chi progetta, comunica, accoglie pubblico). Pratico, sui loro casi.

A chi: aziende medio-grandi, enti, organizzazioni che fanno eventi.

Perché funziona, ma solo col metodo giusto: non si vende a freddo. Il budget per la formazione esiste già (i fondi interprofessionali) e va speso: ti fai ingaggiare come docente, esattamente come con gli Ordini. È il canale più lento, va per ultimo.

Come si fa, pro, contro e impegno

Come si fa, passo per passo

  1. Entra dagli enti di formazione accreditati Fondimpresa: cercano di continuo docenti su temi nuovi. Tu entri come docente: stesso modello degli Ordini, zero vendita.
  2. Parla con chi ha il budget: i responsabili ESG/sostenibilità e HR/diversity. Usa la loro lingua (rendicontazione di sostenibilità, inclusione), non quella tecnica.
  3. Allèati con chi fa accessibilità digitale: le agenzie che si occupano di siti e app a norma non coprono spazi ed eventi. Tu sei il loro pezzo mancante: arrivi referenziata.
  4. Passa dalle associazioni di categoria (Confindustria, Confartigianato): un webinar per gli associati ti presenta a decine di imprese in un colpo solo.

Il filo è sempre lo stesso: in ognuno di questi casi qualcun altro ha già budget e mandato, e cerca un docente. Tu non vendi: vieni ingaggiata.

A favore

  • Il budget esiste già e va speso: i fondi interprofessionali (Fondimpresa) finanziano la formazione su inclusione e sostenibilità. L'azienda non tira fuori cassa propria.
  • Spinta normativa: la rendicontazione di sostenibilità (CSRD) porterà circa 50.000 imprese a doverne parlare, e crea fame di competenze sull'inclusione.
  • Mezza giornata di format, riusabile su più clienti. La formazione finanziata è anche ben pagata (≈€165–240/ora riconosciuta).

Da mettere in conto

  • È il canale più lento e meno caldo: va per ultimo, dopo Ordini e PA.
  • L'European Accessibility Act è soprattutto digitale, e le microimprese sono esentate dai servizi: chi cerca «EAA» spesso vuole il sito a norma, non te. Usa inclusione e sostenibilità ed «eventi accessibili» come gancio, non l'EAA da solo.
  • Entrare nelle reti della formazione finanziata è una relazione da costruire, non un colpo singolo.
Tempo8–16h per costruire il workshop; poi lo riusi su ogni cliente.
SkillParlare la lingua ESG/HR; coltivare relazioni con gli enti di formazione (non contatti a freddo).
Soldi~0 vivo; il «costo» è il tempo per entrare nelle reti della formazione finanziata.

Come ti posizioni

Quattro principi tengono insieme tutto. Sono il modo in cui ti presenti al mondo, e il motivo per cui funziona anche se non ti piace vendere.

1 · Sei un'autorità, non una disponibile

Ti presenti come «quella che sa», non come «quella che cerca lavoro». Insegni, scrivi, intervieni, e vieni cercata. È esattamente questo che ti permette di non doverti vendere: l'autorità attira, la disponibilità rincorre.

2 · La sordità è la tua prova, non la tua etichetta

È ciò che ti rende più credibile di chiunque su tutta l'accessibilità, non il recinto che ti chiude nei «servizi per sordi». Parti dal caso più difficile per dimostrare che padroneggi l'insieme.

3 · Un solo messaggio, ripetuto

«Progettare per chi vive lo spazio»: l'accessibilità comunicativa e sensoriale. Coerenza più che varietà. Ogni corso, pagina e post dice la stessa cosa da un'angolazione diversa, finché diventa la tua firma.

4 · Il sistema lavora, tu spieghi

Sito, contenuti e corsi fanno il lavoro di posizionamento in sottofondo. Quando un committente arriva, a te resta solo da spiegare cosa fai, non convincere o rincorrere.

I tuoi due strumenti

Due strumenti portano questi principi davanti alle persone giuste: il sito e LinkedIn.

Il sito, in sei pagine

  • Home: la frase di apertura, la tagline e un solo invito ad agire.
  • Cosa faccio: i tre pacchetti, raccontati per il problema che risolvono.
  • Il metodo: quello che ti distingue. Partire dalla prospettiva Sorda migliora l'accessibilità per tutti; qui racconti EASYSPACE.
  • Chi sono: la tua autorità. Dottorato, FAC2020, Be Tools, Giudicesse 20/30.
  • Lavori: anche prima di avere un portfolio pieno. La tesi, il festival, le consulenze.
  • Contatti: diretti.

Cinque idee per LinkedIn

Tono «spiego il mio lavoro», mai «assumimi».

  • «Il 90% dei piani di accessibilità si ferma alla rampa». Ridefinisci il problema a tuo favore.
  • Dietro EASYSPACE. Cosa ti ha insegnato progettare dalla prospettiva di chi non sente.
  • L'accessibilità non è solo il sito. Cosa copre la nuova legge e cosa nessuno guarda: spazi ed eventi.
  • Un evento, smontato. Cosa funzionava, cosa no, come si sistemava.
  • Miti sulla sordità. «Basta scrivere», «leggono il labiale», «ci pensa l'interprete».

Chi contattare, e come

L'ordine conta: parti da dove sei già conosciuta e dove qualcuno ha già budget e obbligo. Le aziende a freddo vengono per ultime. Non invertire.

Ordini parti da qui

  1. Ordine Architetti di Cagliari, ti conoscono già dal FAC2020. Proponi un seminario accreditato sull'accessibilità comunicativa: gli Ordini cercano temi nuovi, il tuo è inedito.
  2. Ordine Ingegneri di Cagliari, sei anche ingegnera. Lo stesso corso, con un taglio più tecnico-normativo.
  3. Altri Ordini sardi (Sassari, Nuoro, Oristano). Riproponi il corso già collaudato: «stesso format, già testato», attrito zero.
  4. INU Sardegna e il DICAAR (Università di Cagliari). Una lezione su EASYSPACE: autorità accademica che ti porta referenze.

PA e cultura qui c'è il budget

  1. Festival e rassegne dove sei già dentro (FAC, e poi Monumenti Aperti, festival letterari e musicali). Audit di accessibilità dell'edizione: spesso lo chiede già il bando.
  2. Comune di Cagliari, Cultura e Urbanistica. Accessibilità di spazi ed eventi pubblici, legata ai fondi e all'Agenda 2030.
  3. Teatro Lirico, teatri e fondazioni. Accessibilità della fruizione culturale: capire, seguire, partecipare, non solo entrare.
  4. ENS (Ente Nazionale Sordi), Sardegna. Un'alleanza, non un cliente: ti dà credibilità, validazione e segnalazioni che nessun concorrente generico ha.

Aziende per ultime

  1. Agenzie eventi e società di organizzazione. L'accessibilità come servizio in più che loro rivendono ai propri clienti.
  2. Enti di formazione finanziata, responsabili ESG e HR. Non a freddo: entri come docente dove il budget formativo esiste già (vedi pacchetto 3).

Come gira il tutto, in pratica

1

Il sito raccoglie. È il punto fermo a cui rimandi tutto. Non vendi: indirizzi lì.

2

LinkedIn semina. Un post a settimana, ruotando le cinque idee. Ti posiziona come autorità, non come venditrice.

3

Ordini e rete calda chiudono. Seminari accreditati e audit per festival e PA: i tuoi primi 2-3 contratti e le referenze nascono qui.

4

Le aziende arrivano per ultime. Non a freddo: tramite gli enti di formazione finanziata e i responsabili ESG/HR, dove il budget c'è già, quando il sistema parla già per te.